Sconto in fattura per ristrutturazioni

Lo “Sconto in fattura” prevede una riduzione del corrispettivo concordato con il fornitore «di importo pari alla detrazione spettante, con facoltà di successiva cessione del credito ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari», consente pertanto, di evitare di pagare il saldo che sarebbe stato recuperato come detrazione fiscale in dieci anni.

Lo sconto in fattura può anche essere inferiore alla detrazione, in questo caso il credito d’imposta corrisponderà alla misura dello sconto.

In alternativa, il cliente, può decidere per «la cessione di un credito d’imposta di pari ammontare, con facoltà di successiva cessione ad altri soggetti, compresi gli istituti di credito e gli altri intermediari finanziari».

In questo caso, il cliente deve pagare l’intero importo per i lavori di ristrutturazione e una volta maturato il credito per la detrazione, deve cederlo a terzi che ne potranno usufruire come credito d’imposta.

Per lo sconto in fattura sarà l’appaltatore in base alla sue valutazioni a proporla al committente. Lo sconto, per la detrazione, non potrà essere superiore al 50% dell’importo dei lavori detraibili.

Gli interventi a cui si può applicare:

  • Recupero del patrimonio edilizio (Bonus Ristrutturazione) determinato agli interventi di manutenzione straordinaria.
  • Ristrutturazione edilizia.
  • Restauro e risanamento conservativo.
  • Rientrano inoltre nel bonus ristrutturazioni, tutte le spese destinate agli interventi di manutenzione ordinaria che sono stati realizzati sulle parti condominiali comuni.

Il bonus mobili e il bonus verde sono ritenuti esclusi dallo sconto in fattura.

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